Leonardo Pescini
Candidato al Consiglio Comunale di Sesto Fiorentino
Candidato al Consiglio Comunale di Sesto Fiorentino
Mi chiamo Leonardo, sono studente di Medicina e Chirurgia all’Università di Firenze e mi candido al Consiglio comunale di Sesto Fiorentino con il Partito Democratico.
Il mio percorso nasce tra studio, lavoro e impegno sociale: sono stato rappresentante degli studenti nel consiglio d'istituto al liceo e nel Senato Accademico all'università; lavoro alla Centro Caritas "Casa San Martino" di Sesto Fiorentino e svolgo attività di volontariato in varie realtà del territorio.
Mi candido per portare in Comune uno sguardo giovane, concreto e vicino alle persone: una città in cui sia più facile restare, studiare, lavorare e prendersi cura gli uni degli altri.
nessuno solo davanti alle fragilità
A Sesto esistono servizi sociali, associazioni, iniziative contro la solitudine e presto entrerà in funzione la nuova Casa della Comunità. Il problema è che troppo spesso questi pezzi restano separati e le persone arrivano ai servizi troppo tardi, quando la fragilità è già esplosa.
Di cosa c’è bisogno?
Serve un coordinamento stabile tra Comune, servizi sociali, sanità territoriale, associazioni e luoghi di prossimità, per intercettare prima i bisogni e offrire un supporto efficace agli anziani soli e ai caregiver su cui grava il carico familiare.
Come lo realizziamo?
→ La persona fragile viene individuata attraverso una rete di “sentinelle” sul territorio: scuole, servizi sociali, associazioni, farmacie comunali, medici di famiglia, centri civici e parrocchie. Questa rete deve aiutare a orientare tempestivamente la persona verso il servizio sociale, che attiva il percorso più adatto.
→ Il percorso attivato deve prevedere un accompagnamento leggero e continuativo, capace di verificare nel tempo l’evoluzione del bisogno e di indirizzare la persona verso il supporto più adeguato.
→ Per gli anziani soli è necessario creare e valorizzare luoghi stabili di prossimità, con attività programmate e riconoscibili: gruppi di cammino, laboratori, alfabetizzazione digitale, socialità pomeridiana. L’obiettivo è che la persona fragile non venga solo “segnalata”, ma accompagnata verso occasioni reali di relazione.
→ Per i caregiver, cioè chi si prende cura ogni giorno di un genitore, di un coniuge o di un familiare fragile, occorre mettere in rete le associazioni già presenti, promuovere gruppi di mutuo aiuto e costruire momenti di sollievo, orientamento e accesso più semplice ai servizi.
più vita, più qualità, più regole
Oggi serrande abbassate, spazi pubblici poco vissuti e segni di degrado raccontano un centro città che ha perso parte della sua funzione e della sua identità. Questo impoverisce i commercianti locali e i cittadini, che trovano sempre meno luoghi di aggregazione, occasioni di incontro e motivi per vivere il centro.
Di cosa c’è bisogno?
Oltre al recupero di strutture socio-culturali come Palazzo Pretorio e alla realizzazione di un teatro-auditorium nel centro, serve una strategia di rigenerazione urbana che riporti persone, attività e relazioni nel cuore della città. Il tema è coerente con il quadro urbanistico comunale, che riconosce il centro storico come centro commerciale a cielo aperto e il Polo Scientifico come grande attrattore capace di incidere sui flussi urbani.
Come lo realizziamo?
→ Occorre potenziare il collegamento tra Polo Scientifico e centro città, così da rendere il centro più accessibile alle migliaia di persone che ogni giorno frequentano il Polo. La linea 66 può diventare uno degli assi principali di questo collegamento, con più fermate interne al Polo e più corse nelle fasce pomeridiane e serali.
→ Serve un calendario stabile di eventi nel centro, non iniziative sporadiche: mercati tematici, serate ludiche, iniziative culturali, festival musicali, attività per giovani e famiglie. L’obiettivo è ridare ai cittadini un motivo concreto per tornare a vivere il centro.
→ Occorre costruire un tavolo permanente con i commercianti del centro, per programmare insieme lo sviluppo dell’area. Il Comune deve fare da garante: sostenere chi investe sulla qualità, favorire iniziative comuni, semplificare dove possibile e assicurare il rispetto delle regole, della legalità e del decoro urbano.
la possibilità di restare a Sesto
Ad ora Sesto dispone di strumenti per l’emergenza abitativa, come i bandi ERP, i contributi affitto e il supporto alla morosità incolpevole. Queste misure sono fondamentali, ma non intercettano tutte le situazioni non emergenziali: giovani coppie, lavoratori e nuclei appena formati che non sono in emergenza sociale, ma non riescono comunque ad accedere al mercato libero. Sesto rischia di diventare una città in cui i giovani crescono, studiano e lavorano, ma poi non riescono a vivere.
Di cosa c’è bisogno?
Serve una politica abitativa comunale per la fascia intermedia: strumenti concreti per chi vuole iniziare una vita autonoma a Sesto e oggi rischia di essere espulso dal costo dell’abitare. L’obiettivo è permettere a giovani coppie, giovani lavoratori e nuclei di nuova formazione di restare a Sesto, senza trasformare il diritto ad abitare qui in un privilegio riservato a chi può contare su una casa di famiglia o su redditi molto alti.
Come lo realizziamo?
→ Ogni nuova trasformazione residenziale significativa e ogni intervento di rigenerazione urbana devono restituire qualcosa alla città. Per questo, nelle convenzioni urbanistiche, una quota degli alloggi a finalità sociale dovrà essere destinata anche a giovani nuclei, giovani coppie e lavoratori in fase di stabilizzazione, con canoni calmierati, permanenza pluriennale e criteri trasparenti basati su ISEE, legame con il territorio e composizione del nucleo.
→ Occorre attivare uno sportello comunale operativo che faccia incontrare proprietari disponibili e giovani inquilini affidabili, promuovendo il canone concordato e riducendo il rischio percepito dai proprietari. Lo sportello dovrebbe offrire tre cose concrete: assistenza nella stipula dei contratti a canone concordato, informazione sulle agevolazioni fiscali già esistenti e un sistema comunale di garanzia limitata su deposito cauzionale e morosità iniziale. L’obiettivo è intervenire nel momento più difficile: l’uscita dalla casa dei genitori e l’ingresso nella prima abitazione autonoma.